Il Brand Greta Pigatto è tutt'altro che banale: come già anticipato nel post precedente la designer ha studiato i suoi capi con l'obiettivo di creare pezzi unici esclusivamente hand-made, quindi numerandoli uno ad uno e dipingendoli a mano. Da queste creazioni è nato il suo atelier Aldomoro 5, che informa chiaramente riguardo la propria localizzazione. Greta inizia il suo progetto indipendente con Hwart, una linea di oggetti d'arredo unici ed esclusivi decorati a mano. Successivamente, con l'intenzione di condividere la sua passione con altre giovani designers ed artigiane, Greta aggiunge ad Aldomoro5 una community e boutique online, in qualità di contenitore virtuale; una perfetta vetrina per esibire ed aggiornare in tempo reale le proprie creazioni. Qui Greta, in prima persona, ha riunito un team di giovani artiste creative, appassionate di prodotti e moda handmade (purtroppo tale progetto, dopo due anni, ha riscontrato delle difficoltà oggettive in quanto la sezione e-commerce è stata bersaglio di alcuni hackers ed è stata quindi disattivata per evitare danni agli utenti registrati). Ma le creative non si sono fermate, anzi la collaborazione ha mostrato giorno dopo giorno la voglia di creare nuovi percorsi insieme che le ha portate alla programmazione di un impegnato calendario di iniziative per i mesi successivi. Nel 2008 nasce la prima collezione di Greta Pigatto couture, tshirt e accessori pezzi unici, dipinti a mano. Motivata dal desiderio di creare e stimolata dall'obiettivo di esprimere l'unicità e la qualità del prodotto, ha associato il suo nome al marchio per assicurare la serietà del lavoro svolto.
giovedì 30 giugno 2011
mercoledì 29 giugno 2011
Greta Pigatto al Pulsart
Cari lettori, oggi ho aperto il blog con l'intento di dedicare spazio ad una designer speciale che non nascondo mi sia molto piaciuta. Lei si chiama Greta Pigatto e le sue collezioni abbracciano calorosamente i miei gusti. Ogni suo capo è numerato, dipinto a mano e curato in ogni suo più piccolo dettaglio come un'opera d'arte. Però oggi non voglio svelarvi tutto del suo brand, bensì vorrei poter dare una piccola nota ad un evento che ritengo interessante ed al quale parteciperà anche Greta presentando le sue creazioni. La location è Palazzo Fogazzaro, a Schio, dove sabato 2 Luglio si terrà Pulsart, il festival creato per unire le arti contemporanee (nelle diverse forme espressive) e le nuove tendenze musicali: 75 artisti, 8 Dj e VJ internazionali, 10 designer e 3 contest.
Si scrive PULSART e si legge Yourban- Type creative people-Sezione H: l’evento, nato dall’idea di tre gruppi di persone già nel 2010, è un vero e proprio festival dell’arte contemporanea e della musica elettronica, un'ondata energica e virale dalla scaletta ricca di appuntamenti. L’esito sarà un’esposizione all’interno del Palazzo Fogazzaro che darà spazio a tutti gli artisti selezionati nel bando di concorso che si è chiuso a maggio: Art Prize America Lato A Lato B. L’arte, la musica e il design invaderanno tutta l’area di Piazza Falcone Borsellino, dove si alterneranno performance di artisti, musica live e laboratori creativi all’aperto. Durante il pomeriggio, nella retrostante piazza Borsellino, un gruppo di creativi della zona avrà il compito di costruire un’istallazione raffigurante la Statua della Libertà, completamente in materiale di scarto, ribattezzata “RE, Statue of Liberty”, per sottolineare la componente ecosostenibile dell’arte.
In serata una ricercata selezione musicale e una cocktail area animeranno il contesto. Sul main stage si esibiranno esponenti di spicco del panorama Electro internazionale. Produttori di nuovi suoni, pronti a far ballare l’intera piazza, djset del calibro di Spiller, Congorock, Scuola Furano, Useless Wooden Toys, Blatta & Inesha. A far da cornice la video arte di numerosi Vj che si contenderanno le pareti degli edifici che si affacciano sulla piazza. La sera stessa verranno consegnati i premi ai vincitori del contest.
In serata una ricercata selezione musicale e una cocktail area animeranno il contesto. Sul main stage si esibiranno esponenti di spicco del panorama Electro internazionale. Produttori di nuovi suoni, pronti a far ballare l’intera piazza, djset del calibro di Spiller, Congorock, Scuola Furano, Useless Wooden Toys, Blatta & Inesha. A far da cornice la video arte di numerosi Vj che si contenderanno le pareti degli edifici che si affacciano sulla piazza. La sera stessa verranno consegnati i premi ai vincitori del contest.
lunedì 27 giugno 2011
La linea Waves, Giulia Boccafogli
...continua lo speciale Boccafogli con la linea Waves
Waves è una collezione decisamente piu' ironica e leggera: molto moderna nelle linee, essenziale, ma con un tocco retro' grazie all'utilizzo prevalente di bottoni vintage. E' una collezione davvero camaleontica, poiché a seconda dei dettagli scelti, le linee così pulite e le forme definite dal taglio stesso della pelle, assumono connotazioni del tutto differenti.
I bracciali e i cravattini Maki possono essere estremamente minimal e quasi unisex se completati da un bottone in acciaio satinato, oppure estremamente romantici e dandy. Quindi parola d'ordine: dettaglio, che fa davvero la differenza.
I bracciali e i cravattini Maki possono essere estremamente minimal e quasi unisex se completati da un bottone in acciaio satinato, oppure estremamente romantici e dandy. Quindi parola d'ordine: dettaglio, che fa davvero la differenza.
PH: Valentina De Meo
sabato 25 giugno 2011
Boccafogli e la linea Leaves
La produzione di Giulia è varia e riesce ad accontentare diversi gusti: la linea Leaves, cascate di foglie in pelle lavorate a mano una ad una, ha due livelli: uno a cui appartengono modelli più basici e facilmente portabili (i più venduti anche a livello di boutique), l'altro più elaborato.
Nella linea Leaves basic troviamo:
Collane Foliage
Orecchini Foliage tutti asimmetrici, per dare l'idea di rottura degli schemi che, accompagnato dalla foglia, rappresenta la caratteristica peculiare di questa mia creazione.
Bracciali Foliage
Cerchietti Blossom e Art con il grande pregio di essere da una parte molto particolari e unici e dall'altra assolutamente indossabili.
Nella linea Leaves basic troviamo:
Collane Foliage
Orecchini Foliage tutti asimmetrici, per dare l'idea di rottura degli schemi che, accompagnato dalla foglia, rappresenta la caratteristica peculiare di questa mia creazione.
Bracciali Foliage
Cerchietti Blossom e Art con il grande pregio di essere da una parte molto particolari e unici e dall'altra assolutamente indossabili.
Tutte queste proposte hanno questo un unico obiettivo: vogliono essere pezzi originali, unici ma senza alzare eccessivamente il tono.
Con la linea Leaves Giulia Boccafogli propone anche modelli più particolari: i pezzi sono molto elaborati e richiedono parecchie ore di lavoro, per questo anche il prezzo risulta piu' elevato.
Le collane Art, che sono quasi dei quadri: grandi, esagerate...sono disegni a schema libero realizzati aggregando tra loro foglie traforate e tagliate a mano.
Le collane Clematis, anch'esse molto eccentriche e dall'ispirazione floreale: i fiori Clematis, una specie arborea ritratta in numerosi patterns giapponesi di kimono e carte. Il fiore è laterale e le catene finiscono il girocollo. In questo modo sebbene l'ispirazione sia ancora una volta naturale e romantica il tutto risulta molto più grinotoso.
Gli Hair Graces a cui Giulia è legatissima "Oltre alla pelle e al cuoio uso i nastri in crine di cavallo, d'epoca orginiali anni '20/'30, quindi sono in edizione limitata. I nastri, che venivano usati dalle modiste per confezionati cappelli e cappellini, li formo e lavoro a caldo, con il vapore e poi assemblo il tutto con tanta passione. Sono procedimenti davvero molto lunghi, ma il risultato è eccezionale. Gli Hair Graces sono molto richiesti, anche per le spose piu' originali che vogliono qualche cosa di unico".
Le collane Art, che sono quasi dei quadri: grandi, esagerate...sono disegni a schema libero realizzati aggregando tra loro foglie traforate e tagliate a mano.
Le collane Clematis, anch'esse molto eccentriche e dall'ispirazione floreale: i fiori Clematis, una specie arborea ritratta in numerosi patterns giapponesi di kimono e carte. Il fiore è laterale e le catene finiscono il girocollo. In questo modo sebbene l'ispirazione sia ancora una volta naturale e romantica il tutto risulta molto più grinotoso.
Gli Hair Graces a cui Giulia è legatissima "Oltre alla pelle e al cuoio uso i nastri in crine di cavallo, d'epoca orginiali anni '20/'30, quindi sono in edizione limitata. I nastri, che venivano usati dalle modiste per confezionati cappelli e cappellini, li formo e lavoro a caldo, con il vapore e poi assemblo il tutto con tanta passione. Sono procedimenti davvero molto lunghi, ma il risultato è eccezionale. Gli Hair Graces sono molto richiesti, anche per le spose piu' originali che vogliono qualche cosa di unico".
giovedì 23 giugno 2011
Piacere, il mio nome è Giulia Boccafogli
Lasciamo la parola a lei....
Mi chiamo Giulia e ho 32 anni, sono una cuspide acquario/pesci con ascendente in scorpione. Una cuspide vera perché nell'ora in cui sono nata, così dicono, il sole era esattamente a metà strada. Non credo moltissimo nell'astrologia ma credo che, in parte, questo mio essere a "metà" (né carne né pesce detta in modo piu' cinico), sia forse la storia del mio percorso creativo.
Alcuni dicono, e non si immagina quanti, che un "designer" debba distinguersi. Dicono che la sua firma, per così dire, debba in un qualche modo essere chiara e collocarsi in modo preciso perchè, essere riconoscibili aiuta a contraddistinguersi.
Ecco io la vedo in modo molto diverso: se essere riconosciuti significa imprigionarsi tra schemi prestabiliti, seppure creativi, allora forse io non saro' mai riconosciuta.
Spero di poter cambiare idea infinite volte nella mia vita, di cambiare aspettative, sogni, stile, ispirazioni, milioni di volte.
Questo significa essere liberi. Questo significa essere me stessa.
Per me creare è una necessità, prima di tutto.
Ho sempre avuto bisogno di esprimermi in modo creativo, fin da piccola. Ho sempre disegnato tanto, tantissimo, ma al tempo stesso sognavo di diventare una scrittrice, perchè scrivere mi consentiva di dar voce al mio mondo privatissimo, fatto di sogni ad occhi aperti, pieni di magia, personaggi inventati ed avventure. Di conseguenza sono sempre stata una grande lettrice.
Nello stesso tempo sono stata educata, e di questo ringrazio la mia famiglia, ad usare la testa e a ritenere la razionalità una grande alleata per affrontare la vita. Forse è per questo motivo che a 19 anni ho deciso che avrei studiato per diventare architetto. Creatività e razionalità per dar vita a progetti.
Un buon compromesso, direi.
In realtà forse, questo non mi bastava e non mi basta neppure ora.
Sempre a quel periodo risale il mio primo ricordo legato al "creare bijux". Ero in vacanza con la mia famiglia nella nostra casa in montagna, un posto bellissimo a cui sono molto legata, ma che naturalmente a quell'età, così lontano e isolato da tutto, rappresentava un ostacolo alla mia voglia di socialità.
Mi annoiavo.
Così ho iniziato per puro divertimento ad assemblare fili di cotone e perline rocailles, pensando di regalare quelle collanine alle mie amiche, una volta tornata a Bologna, la mia città.
Da lì, non mi sono piu' fermata.
Tutto è nato per caso. Mi piaceva creare con le mani piccoli monili da regalare, mi piaceva e mi dava una soddisfazione immensa vedere quanto le mie creazioni piacessero e vederle indossate dalle mie amiche mi riempiva di orgoglio. Forse, con presunzione, avevo trovato qualche cosa che sapevo fare davvero bene, se non altro che mi piaceva fare davvero tanto.
Avevo trovato il mio "talento". E così piano piano ho iniziato a coltivarlo, appassionandomi di volta in volta a tecniche, materiali e ispirazioni diversi.
Ma sempre a modo mio. Non ho mai seguito schemi, istruzioni. Ho sempre fatto tutto di testa mia, completamente da autodidatta, sbagliando e riassemblando infinite volte.
Ammetto che gli studi fatti, la facoltà di architettura, mi abbiano in parte influenzato. Devo progettare tutto, disegnare tutto, schematizzare tutto, prima di ritornare nel mio marasma creativo e tirar fuori qualche cosa che mi soddisfi davvero.
La mia attività da “giulielliera” (o Giuliella come mi chiamano i miei amici) è completamente legata all’autoproduzione e tutti i piccoli, grandi obiettivi che ho raggiunto, sono stati raggiunti con pazienza e solo tramite i miei sforzi e l’appoggio della mia famiglia e di alcuni, insostituibili amici.
Se dovessi dare un anno preciso di inizio attività, farei fatica. Diciamo che ho iniziato a mettere alcune foto on line su forum e blog nel 2006, credo.
Di fatto i primi risultati li ho visti nel 2008, quando ho aperto ufficialmente la partita iva.
Di fatto i primi risultati li ho visti nel 2008, quando ho aperto ufficialmente la partita iva.
Ho fatto tante cose legate al mondo di quelli che oggi vengono chiamati “designer indipendenti”, tante mostre, esposizioni, tanti eventi. Ho conosciuto un sacco di persone, alcune delle quali davvero importanti anche ora.
Le cose a cui sono piu’ legata sono il Macef, designer club, nel gennaio 2008, che mi ha insegnato come funzionano le cose nel mondo dei grandi (che forse non ho ancora capito) e l’esperienza con COIN tra settembre 2010 e gennaio 2011. Ho preso parte ad un temporary store organizzato dal gruppo COIN fornendo le mie collezioni per 7 filiali in Italia. Un’esperienza direi davvero “importante” in tutti i sensi: molto formativa, bella e appagante. Potrei citare tantissime altre cose a cui ho partecipato, ma queste forse sono quelle piu’ degne di nota.
Hair Graces
Leaves Foliage
Waves Bracelets
ph- Valentina De Meo
MUA - Eva Mardhaja
Model: Alessandra Vanni
ph- Valentina De Meo
MUA - Eva Mardhaja
Model: Alessandra Vanni
Veniamo al presente, che è la cosa piu’ importante. Questo 2011 per me è un anno di transizione: per varie ragioni sto trascorrendo periodi medio-lunghi all’estero, a San Francisco per l’esattezza.
In questa prima fase ho vissuto 3 mesi, da inizio marzo a fine maggio, lì. Ho fatto tanta ricerca stilistica, sono andata a tante mostre, ho osservato come funzionano le cose per gli indie-designers e ho preso parte ad alcuni workshops e corsi nel campo dell’oreficeria e del tessile. La conseguenza? Ho già pronte diverse cose per le prossime collezioni.
Diversi bozzetti, idee, prototipi, materiali nuovi... ma non credo aspettero’ il 2012 per pubblicarla, perchè le mie collezioni sono davvero molto personali e seguono la mia mutevolezza. Questa esperienza mi sta cambiando e di conseguenza anche il mio modo di creare segue la stessa scia. Se è vero che chiamo le mie stagioni “stagioni emotive”, allora significa che presto avro’ voglia di far conoscere il mio nuovo modo di creare e allora, ancora una volta, non saro’ riconoscibile.
Vi abbiamo incuriosito con questa nuova designer?
Allora non perdete lo speciale dei prossimi giorni!
martedì 21 giugno 2011
Nicoletta Fasani, il brand della trasformazione
Lei chi è:
Nicoletta Fasani, designer trasformista milanese
Le sue frasi preferite:
"Filosofia (la sua laurea): non solo amore del sapere ma passione per il filo"
"Toglietemi tutto tranne il superfluo" O. Wilde
Il brand:
Modelli semplici che nascono da forme componibili, accessori, collane e borse. Nicoletta ama studiare forme semplici ed osservarle da diversi punti di vista, scoprendo che un rettangolo con un taglio centrale e capovolto.. diventa un topo o un vestito.
A chi si rivolge:
Donna glamour e al tempo stesso metropolitana; una donna elegante, essenziale e "quotidiana". Una donna senza età (utilizza tessuti diversi: seta e materiali più rigidi per la donna matura, jersey e cotone per la ragazza) e senza taglia imposta (il Bi-niki non ha pince, né misure: fino alla 46 è taglia unica).
Il prodotto ed il concept:
Il Bi-niki è un abito componibile: in due mosse ci si veste e ci si sveste con un'unica eccezione alla proprietà commutativa: cambiando l'ordine delle parti del vestito, il risultato cambia! Il Bi-niki è composto da due parti simmetriche che fanno un abito, ma nessuna regola impone quale parte indossare sopra e quale sotto. Un gioco di differenti materiali per un prodotto elegante (seta e organza), easy (viscosa stampata e tinta unita) o essenziale (cotone).
Al Bi-niki (un gioco linguistico tra bi-kini ed il mio nome abbreviato), prima creazione, è seguito il Tri-niki "un giorno stavo cucendo con la musica sullo sfondo, due rettangoli di stoffa per le mani e l'intenzione di creare una borsa. Mi trovavo di fronte allo specchio e ad un certo punto, quasi per magia ho girato quel rettangolo et voilà, si è composta un'altra forma, un prodotto nuovo. Quel giorno è nato il Tri-niki, un capo che utilizzato in tre modi diversi dà vita a tre capi diversi: un top senza maniche, un top con le maniche ed un top che diventa vestito e tee shirt. Una forma, più funzioni.
Progetti futuri:
Progetti futuri:
"Il 4-niki. Confesso che lo sto progettando, ma è tutto una sorpresa! Attualmente sto lavorando ad una collezione invernale che sposerà gli accostamenti del bianco/nero, un grande classico che si addice perfettamente ai giochi di simmetria; inoltre sto progettando un bi-niki con cappuccio ed un tubino con doppia funzione.. che potrebbe chiamarsi To be-niki.. o chi lo sa?!!"
Origine del marchio:
Origine del marchio:
"L'idea mi è venuta nel 2007 partecipando ad un concorso di design grazie al quale ho ottenuto la pubblicazione sul catalogo http://www.depop.it/"
nicolettafasani@yahoo.it
phone: 348.0617221
tel:02/87287085
sabato 18 giugno 2011
Pommes de Claire: scatti d'estate
Pommes de Claire non è certo un nuovo guest, ma è sempre particolarmente gradito a chi si occupa del blog The Tailor's Project perché Pommes sa sempre stupire. Prima incanta con l'abito romantico Caramella e subito dopo spiazza con lo stile chic-asiatico dell'abito Japan. E nel momento più inaspettato Chiara Salvioli, designer Pommes de Claire, presenta l'abito leggero ed elegante che regala uno stile raccolto e personale anche nei giorni più caldi, quando è troppo facile scivolare nella più profonda noncuranza.
Abito Grembiulino Pommes de Claire®
Abito Cappetta Margherite Pommes de Claire®
Abito Fluo fucsia e senape Pommes de Claire®
Abito Fluo azzurro e verdemela Pommes de Claire®
Abito Japan Pommes de Claire®
Abito Cappetta Margherite Pommes de Claire®
Abito Sposa Pommes de Claire®
Abito Caramella Pommes de Claire®
Photos: Max Valerio
Hair stylist: Manuel Zapparoli
Accesorizes: Le Chou Chou bijoux
Make-up: Annapaola Rapacciuolo.
venerdì 17 giugno 2011
Un ultimo sguardo. Glix Atelier
L’abito è il segno distintivo che diamo al nostro corpo, attraverso il quale sveliamo la nostra mente e il nostro modo di essere. Ed è la voglia di design che si scopre negli abiti e nei gioielli della collezione Glix. Ornamenti quotidiani che nascono dall’incontro di forme semplici, diventando espressione di grande cura ed eleganza. Gli abiti Glix si caratterizzano per ricerca formale e materica.
Abiti e gioielli informali, raffinati, ricercati, curati nei dettagli e supportati dalla qualità della produzione, dal design e dalla scelta minuziosa dei materiali. Le collezioni nascono dall’esigenza di dare una connotazione del tutto nuova all’abbigliamento femminile; inizialmente pensati per sé e realizzati da artigiani del settore, i capi di Paulie sono studiati per soddisfare le esigenze delle donne d’oggi: dinamiche, che lavorano, che amano e che necessitano di comodità, ma che soprattutto non rinunciano all’estetica ed alla qualità della lavorazione e dei tessuti. Glix propone una moda fatta di linearità, fuori dal coro delle tendenze, caratterizzata da un design che non è soggetto al tempo e alle mode, destinato a donne con una forte personalità.
Le scelte progettuali nelle linee Glix sono fondate su una geometria di base che elabora forme semplici, che si compongono e scompongono tra loro. Questo gioco di linee dà vita a soluzioni formali di grande complessità estetica, ma elementari dal punto di vista della costruzione. Negli abiti, i rettangoli, i quadrati, i triangoli, i cerchi si piegano e avvolgono il corpo come “origami” di tessuto, perché ogni donna possa reinterpretarli a suo modo e sul suo fisico. Il tessuto è come un foglio che avvolge il corpo, senza soffocarlo, come per la vestizione di una geisha. Spesso le regole sartoriali vengono stravolte, rivoluzionate in favore di un’estetica nuova, o comunque non convenzionale. Ispirati alla sobrietà, al rigore e alla ricercatezza della cultura giapponese, ma anche all’artigianato etnico in generale, gli abiti Glix sottolineano una femminilità legata a un modo di “sentire” il quotidiano e all’attenzione per il particolare, più che al fare mostra di sé.
La selezione dei materiali avviene in funzione della loro composizione, a seconda che l’effetto desiderato sia di rigidità o di morbidezza. Vengono preferiti i materiali naturali, quali lino, lana, seta, cotone, anche se alcune fibre sintetiche, soprattutto elastiche, vengono utilizzate per “costruzioni” particolari. La modellazione avviene in maniera graduale, alle volte sulla base dell’intuito e dell’immediatezza. Spesso un’idea si modifica “in divenire”, durante la fase di realizzazione, sempre nel pieno rispetto dei presupposti per cui è stato concepito il progetto e nella valutazione della sua funzionalità. A volte si procede empiricamente, per tentativi, su un manichino, perché l’idea non è immediatamente riproducibile. Altre volte i modelli vengono studiati nel loro sviluppo sul piano, e il tessuto, pensato come una lastra morbida, assume forma nello spazio tridimensionale e prende proprio quella piega desiderata, quella curva che era solo un’intuizione iniziale.
Clothing Glix Atelier® Photo: Davide Vagni
mercoledì 15 giugno 2011
Fuga dalle etichette. Paulie Monorchio
La testa Glix
Paulie Monorchio, designer Glix Atelier, non vuole etichette. Mi scrive: "le categorie non fanno per me". Lei che nasce come progettista, non come stilista. Ci tiene a sottolinearlo.
Il termine fashion stylist, le va stretto, tanto da farmelo notare.
La Moda, in quanto tale, non le interessa.
Paulie designer
Primo teorema: i suoi abiti sono puri contenitori.
Secondo teorema: "Non esiste l'abito-contenitore, se non esiste il corpo-contenuto", i lavori più concettuali di Paulie hanno un carattere performativo.
L'approccio di Paulie con il tessuto ed i materiali è un percorso che si avvicina molto all'Arte. Realizza personalmente tutte le sue creazioni, partendo direttamente dal materiale.
La donna Glix
Chi decide di acquistare un pezzo Glix, è sicuramente una persona fuori dagli schemi e che apprezza la qualità e l'unicità.
Paulie è anche orafa e produce una splendida linea di gioielli dai forti connotati materici. Dopo un periodo di studio presso lo scultore Davide de Paoli, da cui ha appreso le tecniche orafe di base, Paola Monorchio ha dato inizio alla produzione dei propri pezzi. Ogni oggetto, molto simile alla scultura anche nel procedimento di realizzazione, lascia spazio alla fantasia, all’estro, all’immaginazione.
Anche la linea di gioielli prende ispirazione da forme geometriche semplici, che si caratterizzano per il trattamento delle superfici granulate o traforate, e che riproducono motivi ornamentali spesso molto complicati, ripresi da tappeti, arazzi, broccati o ornamenti architettonici. Il metallo è trattato come superficie da scalfire, da incidere e nella quale lasciare impresso un disegno.
Gioielli Glix
Glix si confronta quindi contemporaneamente con materiali ben diversi tra loro: alla morbidezza e lavorabilità del tessuto si accosta il metallo, duro e difficile da trattare, che porta con sé anche il vincolo del volume e del peso. Ogni oggetto, che si carica di valenze simboliche e astratte, ha un percorso di realizzazione tecnicamente più impegnativo e temporalmente più lungo, ma che porta a dare forma ad un ornamento unico, dove l’attenzione si focalizza completamente.
Photo: Elena Romani
La moda per Paulie
“Il design è per me una scelta razionale: un’idea che si concretizza in un oggetto che ha un suo motivo di essere, un significato. Mentre uno stilista interpreta il trend del momento facendo delle sue creazioni icone di stile, un designer interpreta bisogni portando alla luce necessità collettive più profonde partendo da un'analisi critica: traduce le valutazioni acquisite in un’estetica che tiene conto dell’essenza stessa dell’oggetto. Chi crea un prodotto di design, incoraggia a percorrere nuove strade. Intendo dire che spesso il design è in grado di modificare comportamenti, di interpretare bisogni, di migliorare la qualità della vita. La ricerca e la sperimentazione, legate anche alla tecnologia, rendono questo campo particolarmente fertile. Per questo credo che non esista una sostanziale differenza tra un abito di design e un mobile di design. Il procedimento è identico, lo scopo il medesimo: un prodotto che sia bello e buono per tutti”.
Anticipazioni di geometrie. Glix Atelier
Il marchio: Glix Atelier
La fashion designer: Paola Monorchio
Il design: la rivisitazione di forme geometriche che vestono creando volumi e architetture
Il progetto: "In-Pack-T" un abito origami formato da un’unica striscia in cotone e rafia; una giacca che si compone grazie alla sovrapposizione di diversi componenti in pile e nylon; un cappello di paglia che, partendo da forme geometriche piane “costruisce” un volume. Ed un gioiello che “scomponendosi” si trasforma e da anello diventa collana.
Scrivono di Glix: "L’abito è come una sapiente madre che protegge l’anima e il corpo che la contiene. Osservandoli hanno taglio orientale, quasi guerriero, eppure il tessuto si piega docile, si ammorbidisce con la luce che segna cambi di direzione, di trama e di materia. In questo si percepisce un tocco femmineo e una sensibilità speciale."
Gli abiti Glix non varcano la passerella. Non sfilano ed è per scelta: vogliono essere diversi e per questo continuamente fuggono la trappola della moda fastfood. Sono forme di design.
Lo stile di Paola è a metà strada tra il design e la scultura ed il progetto della designer è ispirato a un modo di sentire e di percepire gli oggetti d’uso quotidiano come funzionali al benessere psico-fisico. Paola pensa ad un abito come ad uno strumento con una funzione specifica, non un soggetto influenzato da mode passeggere e in continuo cambiamento, ma che è soprattutto “oggetto” destinato ad un utilizzo.
Clothing Glix Atelier® Photo: Davide Vagni
..Arrivederci al prossimo post con lo speciale Glix
lunedì 13 giugno 2011
Giochi di zip per (contrad)distinguersi
Un allestimento Minimal_to al Byhand 2011
Chi
Minimal_to è il progetto nato dalle mani di Elisa Mazza nel Gennaio 2010 che pochi mesi dopo si è arricchito con la presenza di Danila Olivieri, subentrata a pieno titolo nel team creativo dell'azienda.
Who (from the website Minimal.com)
Minimal_to is a project born and grown in Turin underground. The unceasing observation of our changing society is the creative boost to the birth of our collections. Dresses strictly made and screen printed by hand, are the result of a deep search of both technical and natural materials in eco-mark. The design is essential but never conventional, with the double aim to make our products unique and exclusive in their genre and create a recognizable style over time.
Dove
Nel cuore di Torino, è attualmente situato il quartier generale del marchio,che funge sia da ufficio stile che da showroom.
Caratteristiche
Le linee guida che dalla nascita identificano le collezioni del brand sono la versatilità e il minimalismo, nonchè l'alta qualità dei materiali e di confezione di ogni singolo capo.
Alla base di ogni processo creativo c'è uno studio sociologico sulla contemporaneità,fatta di esigenze e abitudini in continua e rapida evoluzione.
Accessori Minimal_to al Byhand
Target
L'obiettivo non è il grande mercato, ma una nicchia specifica che si riconosca nel mood del brand, ragion per cui molti pezzi di collezione sono unici o in tiratura limitata,rigorosamente creati e serigrafati a mano in Italia.
Dopo solo un anno di attività il brand Torinese ha raggiunto notevoli risultati: l'invito presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per la presentazione della collezione donna S/S 2010, ha fatto da trampolino di lancio per lo spazio dedicato da Vogue Talent al progetto.
Pubblico .com
Dalla passata stagione, inoltre, i confini commerciali del marchio si sono notevolmente allargati. La Minimal_to è infatti approdata anche in Medio Oriente, avendo un punto vendita in Libano a Beirut.
Next step
Il 29 giugno Minimal_to inaugurerà il suo personale temporary shop della collezione S/S 2011 presso la Santeria di Milano.
"Bipolarism" è il nome dell'ultima collezione S/S 2011 che nasce da un'analisi intima e comportamentale umana,influenzando la scelta dei colori,stampe e forme.
L'elemento costante della zip e la reversibilità dei capi, traducono da gesto in materia le variazioni umorali dell'individuo nel suo atto comunicativo.
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